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Riforma IRPEF 2024, ecco cosa cambia

29/02/2024

L’Amministrazione finanziaria, con la circolare nr. 2/E del 6 febbraio scorso, illustra le novità valide per il periodo d’imposta in corso, con riferimento alle nuove aliquote e scaglioni di reddito, detrazioni, addizionali e trattamento integrativo. Queste utili indicazioni operative fanno riferimento al D.Lgs. nr. 216/2023 (Attuazione del primo modulo di riforma delle imposte sul reddito delle persone fisiche e altre misure in tema di imposte sui redditi) parte integrante della delega fiscale (legge nr. 111/2023).

Occorre preliminarmente ricordare che le modifiche introdotte dal primo modulo di revisione dell’Irpef hanno efficacia esclusivamente con riferimento all’anno 2024; mentre per gli anni successivi sarà necessario attendere i prossimi decreti attuativi della delega fiscale. Dopo questa necessaria premessa, di seguito, in estrema sintesi, i chiarimenti forniti, suddivisi per macro argomenti.

  • Rimodulazione aliquote e scaglioni di redditoi nuovi scaglioni di reddito e le relative aliquote introdotti dall’articolo 1, comma 1, del decreto, come di seguito riportati: 

> 23% per i redditi fino a 28mila euro;

> 35% per i redditi superiori a 28mila euro e fino a 50mila euro;

> 43% per i redditi che superano 50mila euro.

sono applicabili per il 2024. Rispetto alla disciplina recata dall’articolo 11, comma 1, del TUIR, pertanto, la circolare precisa che con le tre nuove aliquote, il primo scaglione di reddito è innalzato a 28mila euro a parità di aliquota al 23%, assorbendo il precedente secondo scaglione; l’aliquota al 25%, in precedenza applicabile al secondo scaglione, per i redditi oltre 15mila euro e fino a 28mila euro, è soppressa; il secondo e terzo scaglione, con le rispettive aliquote, restano invariati rispetto ai precedenti terzo e quarto scaglione.

  • Aumento importo detrazioni da lavoro dipendente e assimilato: la circolare si sofferma sull’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo, il quale innalza, sempre per il solo anno 2024, da 1.880 euro a 1.955 euro la detrazione da lavoro dipendente (articolo 13, comma 1, lettera a), primo periodo, del TUIR). Tale modifica si applica ai contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente (escluse le pensioni e gli assegni a esse equiparati) e per taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, se il reddito complessivo non supera 15mila euro. Per effetto di quest’ultima previsione, la no tax area viene è innalzata a 8.500 euro (come accade per i redditi di pensione).
  • Revisione della disciplina delle detrazioni fiscali e franchigia per reddito superiori a 50mila euro: l’articolo 2 del decreto ha apportato alcune modifiche alla disciplina delle detrazioni fiscali prevedendo, per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 50mila euro, una riduzione di un importo pari a 260 euro della detrazione spettante per l’anno 2024, in relazione agli oneri per i quali la detrazione è fissata al 19% (escluse le spese sanitarie) alle erogazioni liberali in favore dei partiti politici e ai premi di assicurazione per rischio eventi calamitosi (articolo 119, comma 4, Dl n. 34/2020). La modalità di decurtazione dei 260 euro prevede la sua applicazione sull’ammontare della detrazione dall’imposta lorda complessiva, spettante per l’anno 2024 e non sui singoli oneri.
  • Trattamento integrativoviene modificato il requisito necessario per il riconoscimento del trattamento integrativo di cui all’articolo 1, comma 1, del D.L. nr. 3/2020, relativamente al primo scaglione di spettanza (contribuenti con reddito complessivo, di ammontare non superiore a 15mila euro) per il quale il “bonus” spetta nella misura di euro 1.200,00 annuo. In particolare, per l’anno d’imposta 2024, la disciplina è stata modificata per i contribuenti sopra citati, mentre nulla è cambiato circa le condizioni da rispettare nel caso di reddito complessivo superiore ad euro 15.000,00 nonché l’esclusione dal beneficio in caso di reddito complessivo superiore ad euro 28.000,00. Per i primi, il trattamento integrativo continua a spettare quando l’Irpef lorda (determinata sui soli redditi di lavoro dipendente e alcuni redditi assimilati) sia di un importo superiore alla detrazione da lavoro dipendente spettante (art. 13, comma 1, TUIR) tuttavia, come precisa la circolare, quest’ultima va diminuita dell’importo di euro 75 (come previsto dal D.L. n. 216/2023). La riduzione di 75 euro mira a neutralizzare l’incremento dell’importo della detrazione per redditi di lavoro dipendente, che avrebbe potuto determinare la perdita del beneficio per alcuni soggetti.
    Tale riduzione deve essere applicata solo alla detrazione indicata nel primo periodo dell’articolo 13, comma 1, lettera a), del TUIR e non anche alle detrazioni previste dal secondo e terzo periodo della stessa lettera che non sono state “toccate” dal decreto in questione.

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