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Divieto di licenziamenti fino al 31 gennaio: come funziona

02/11/2020

Divieto di licenziamenti fino al 31 gennaio 2021, indipendentemente dal fatto che l’azienda utilizzi o meno ammortizzatori sociali con causale Covid: la proroga è contenuta nel dl Ristori, e sostanzialmente non consente procedure collettive di ristrutturazione e licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo. Viene quindi riproposto lo stop dei licenziamenti per motivi economici, anche nelle aziende che usano gli ammortizzatori sociali, oppure i benefici contributivi previsti per chi non fruisce della nuova cig. La norma sul divieto di licenziamenti, peraltro ampiamente attesa, è contenuta nell’articolo 12 del decreto 137/2020, commi 9 e 10.
Sospende fino al 31 gennaio 2021:

  • Procedure come mobilità, licenziamenti collettivi, riduzione del personale.
  • Procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto.
  • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo, come i licenziamenti individuali per motivi economici.
  • Procedure in corso di licenziamento per giustificato motivo oggetti nelle aziende oltre i 15 dipendenti.

 

Il divieto di licenziamenti non si applica nei casi di:

  • cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguente alla messa in liquidazione senza continuazione, anche parziale, dell’attività,
  • liquidazione senza cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa;
  • accordo collettivo aziendale con le organizzazioni sindacali, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo: a questi lavoratori spetta la Naspi.
  • Fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, o quando ne sia disposta la cessazione.

 

Attenzione: questa norma supera le precedenti limitazioni, in base alle quali il divieto di licenziamenti sussisteva solo in presenza delle fruizione di ammortizzatori sociali o dell’esonero contributivo per le aziende che non utilizzano la nuova cig del decreto Ristori. Restano questi divieti di licenziamento, ma non sono più gli unici, essendo lo stop esteso a tutte le imprese fino al prossimo 31 gennaio.

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