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Debiti degli enti pubblici verso le imprese: il saldo delle fatture è ancora lontano

05/11/2015

71,6 miliardi: sono i debiti commerciali che le Pubbliche Amministrazioni hanno accumulato a fine 2014 nei confronti delle imprese fornitrici di beni e servizi. A dirlo è uno studio della Banca d’Italia diffuso il 27 ottobre che riporta alla ribalta uno dei problemi più gravi denunciati da Confartigianato.Lo Stato fa fatica a pagare i suoi debiti. Tra il 2012 e il 2014 sono diminuiti di 22 miliardi. Ma il traguardo di saldare tutte le fatture rimane molto lontano. Anche il premier Matteo Renzi ha dovuto ammettere che qualcosa non ha funzionato nel meccanismo messo in piedi negli ultimi due anni per certificare i crediti e pagare le imprese. Cosìnelle casse degli imprenditori, stando all’ultimo monitoraggio del Ministero dell’Economia che risale a 3 mesi fa,sono arrivati finora 38,6 miliardi a fronte dei 57 miliardi stanziati dal Governo.
All’appello mancano quindi un bel po’ di risorse. E ai vecchi debiti si sommano nuove pendenze perché i tempi medi di pagamento degli Enti pubblici, pari a 125 giorni, rimangono ben lontani dai 30-60 giorni imposti dalla legge. Proprio sulla cronica lentezza degli enti pubblici italiani pende una procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea a giugno 2014. Un mese fa l’Italia ha inviato a Bruxelles un rapporto con gli impegni assunti per rispettare la legge. E adesso la Commissione deve valutare l’operato dell’Italia e decidere il da farsi.
Antonio Tajani, oggi Vicepresidente dell’Europarlamento, dal 2009 al 2014, nella sua veste di Vicepresidente della Commissione europea e Commissario all’Industria, si è schierato al fianco di Confartigianato per far rispettare la legge sui tempi di pagamento. E oggi continua a bacchettare l’Italia. “L’Italia – sottolinea – non ha fatto i compiti e ha pagato una parte del dovuto. Questo non significa che si sia risolto il problema. Anzi. Ancora troppe imprese continuano a morire per crediti e non per debiti. A mio giudizio, la procedura d’infrazione non può essere chiusa. Anzi, ho invitato e continuo a invitare la Commissione europea a verificare meglio e a non accontentarsi delle relazioni burocratiche che arrivano dal Governo italiano e dal Ministero dell’Economia. Bisogna interpellare le Organizzazioni di categoria, come ho fatto io quando ero Commissario europeo e il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti era l’advisor per l’Italia, insieme al Presidente dell’Ance Buzzetti. Entrambi mi fornivano relazioni reali su ciò che accadeva davvero. Quindi, bisogna continuare a vigilare, come abbiamo detto anche nei giorni scorsi a Strasburgo nel corso dell’ultimo dibattito all’Europarlamento sull’accesso al credito per le piccole imprese. La Commissione europea vigili sulla corretta applicazione della direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti”.
E sul problema dei debiti accumulati in questi anni Tajani è categorico: “E’ una questione di volontà politica. Il problema è al Ministero dell’Economia. Se il Ministero dell’Economia vuole pagare, può pagare. Il problema è che il Ministero dell’Economia e tante amministrazioni locali non fanno il loro dovere. Pagano quando vogliono, pagano chi vogliono. Serve la volontà politica. Se si vuole pagare, si paga”.

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