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Confartigianato firma il Manifesto per il made in Italy, decalogo per rilanciare il valore del sistema Italia

08/10/2015

Investire in formazione, favorire una visione d’insieme che promuova l’Impresa Italia all’estero, creare un circuito permanente che sviluppi sinergia tra tutti i comparti produttivi e le componenti sociali. È questa l’anima del ‘Manifesto per il Made in Italy’, il documento in forma di decalogo nato sulla base di una ricerca condotta da Gruppo Sanpellegrino su oltre 450 aziende su tutto il territorio nazionale e presentato oggi in Expo nel corso del convegno ‘Il Made in Italy dopo Expo – Fare sistema per vincere nel mondo’, promosso in collaborazione con Fondazione Altagamma. A sottoscriverlo, insieme ad alcuni imprenditori del settore del Made in Italy, il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti e il Vice Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.A sottoscrivere il Manifesto, oltre a Stefano Agostini, presidente e ad del Gruppo Sanpellegrino, anche Andrea Illy, presidente IllyCaffe, Lamberto Tacoli, presidente e ad di CRN-Yacht-Ferretti Group e presidente Nautica Italiana, Antonella Nonino, ad di Nonino Distillatori, Roberto Gavazzi, ad di Boffi e De Padova. “Questo Manifesto rappresenta la necessità di mettere a frutto le conoscenze maturate durante l’Expo e il valore creato attorno alle nostre eccellenze per dare al Made in Italy una prospettiva strutturale al sistema economico italiano – ha affermato Stefano Agostini, presidente e ad Gruppo Sanpellegrino -. Siamo lieti che al nostro appello, proprio nell’ottica di fare sistema, abbiano aderito anche Confagricoltura e Confartigianato, due importanti rappresentanti del tessuto imprenditoriale italiano”.
Partendo dall’esperienza di Expo, il Manifesto punta a delineare le linee programmatiche future che abbiano il Made in Italy quale elemento fondante dello sviluppo del Sistema-Italia e rappresenta il lascito dell’imprenditoria italiana alla responsabilità della politica. Il documento affronta criticità e punti di forza del Made in Italy in tutti i suoi aspetti: dall’economia, all’approccio culturale, fino ai provvedimenti di natura politica e sviluppo strategico. Emerge che, per creare ancora più valore attorno al Made in Italy, sono indispensabili una visione d’insieme che collochi sui mercati internazionali non una singola impresa ma l’intera Impresa-Italia; più investimenti in formazione per ridurre il disallineamento esistente tra le richieste delle imprese e l’offerta di competenze esistente; incrociare la politica estera con quella dell’internazionalizzazione delle imprese; internazionalizzare il sistema bancario italiano per attenuare il peso della dimensione finanziaria nella globalizzazione e nelle politiche degli scambi e degli investimenti.

Il Manifesto è stato ufficialmente consegnato al Governo nella persona di Ivan Scalfarotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme Costituzionali e Rapporti con il Parlamento, che sull’iniziativa ha dichiarato: “Permettere alle nostre aziende di operare e accedere con semplicità ai mercati internazionali è importante per l’economia del nostro paese. Il Governo ha stanziato 260 milioni di euro nel “Piano straordinario 2015 per la promozione del Made in Italy” per intervenire sull’export e l’attrazione degli investimenti, valorizzare l’immagine dell’Italia nel mondo, permettere di ampliare il numero delle piccole imprese che operano nel mercato globale, difendere i prodotti italiani”.

IL DECALOGO DEL “MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY”

1. Il Made in Italy è uno dei costituenti fondamentali dell’identità culturale italiana e ci auguriamo che l’Italia possa acquisire sempre più consapevolezza.
2. Ci impegniamo e invitiamo le Istituzioni, ad ogni livello, a continuare a difendere e favorire la trasmissione dei saperi produttivi di generazione in generazione quale primo passo per valorizzare il nostro patrimonio identitario.
3. Auspichiamo una visione sistemica e globale alle nostre eccellenze, che solo qui nascono e maturano, per raccogliere e rilanciare le opportunità che Expo ha dato al nostro Paese.
4.  Il Made in Italy è un settore economico, sociale e culturale da continuare a valorizzare per soddisfare al meglio tutti i bisogni immateriali della società contemporanea: ovvero l’estetica, l’emozionalità, la socialità. In altre parole il vivere bene.
5. E’ importante creare sempre più sinergie tra settori affini e categorie complementari.
6. Per far vincere nel mondo non solo le singole imprese ma anche l’intera Impresa Italia auspichiamo uno spirito cooperativo tra tutti gli attori politici, sociali, economici e imprenditoriali.
7. Riteniamo importante che il Governo continui a focalizzarsi sul tema dell’internazionalizzazione, mettendo a disposizione delle nostre imprese strumenti che le accompagnino e le assistano nella loro espansione sui diversi mercati.
8. Ci impegniamo e invitiamo a sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione per ridurre lo scarto che separa l’Italia dall’offerta dei Paesi emergenti.
9. Plaudiamo al percorso intrapreso di semplificazione della burocrazia e carico fiscale per permettere al Sistema Italia di svilupparsi ulteriormente.
10. Sosteniamo l’importanza di un sistema di formazione che preveda anche l’alternanza scuola-lavoro per accompagnare i giovani in un cammino anche pragmatico e concreto che valorizzi merito, inventiva e spirito di iniziativa.

Consegniamo questo Manifesto per il Made in Italy alla responsabilità del Governo perché prosegua nel percorso di rilancio dell’Italia all’estero.

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