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La ricerca del lavoro perduto, in Abruzzo un’assunzione su 2 è di difficile reperimento

28/06/2024

Cresce l’occupazione e, con essa, aumenta anche la difficoltà di reperimento delle figure richieste, soprattutto se qualificate. In Abruzzo, nel 2023, secondo i dati Unioncamere-Anpal (2023), le imprese hanno indicato una difficoltà di reperimento del 46,6%, in aumento di quasi 6 punti percentuali rispetto al 40,8% del 2022. Lo rileva un’elaborazione del Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila.

Proprio per far fronte alle crescenti richieste, l’associazione, in collaborazione con Academy ForMe, ha lanciato la nuova piattaforma “Cerco – Offro Lavoro”, finalizzata a favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Alla base dell’iniziativa c’è il mismatch tra domanda ed offerta, soprattutto se qualificato, in costante crescita anche sul territorio, con percentuali più elevate rispetto alla media nazionale. Lo scorso anno, in Abruzzo, su 116.720 assunzioni, ben 54.410 erano di difficile reperimento. La difficoltà nelle micro e piccole imprese (Mpi) è più elevata rispetto a quella della media delle imprese e sale al 49,3%. Nelle imprese artigiane la criticità è ancora più marcata: il 55,6% delle figure richieste è di difficile reperimento, cioè ben nove punti percentuali in più rispetto alla media del 46,6%.

Il fenomeno dei lunghi tempi di ricerca dei lavoratori rappresenta anche un costo per le Mpmi, che per l’Abruzzo è pari a 254 milioni di euro: 72 milioni nella provincia di Chieti, 69 milioni in quella di Teramo, 60 milioni nella provincia di Pescara e 53 milioni in quella dell’Aquila.

Secondo una rilevazione di Eurobarometro, la carenza di figure qualificate e di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente. Nel 2023, in Abruzzo, su oltre 39mila entrate ‘green’ previste nelle imprese, il 53,6% è di difficile reperimento, dato in aumento di oltre otto punti rispetto al 45,1% del 2022. Il problema riguarda anche le figure con elevate competenze digitali 4.0: delle circa 10mila entrate nelle micro e piccole imprese abruzzesi del 2023, il 55,9% è di difficile reperimento.

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