La conversione in legge del Decreto salva-infrazioni UE (DL 131/2024) rende operative nuove misure contro l’abuso dei contratti a termine, rispondendo alle richieste dell’Unione Europea e modificando le normative esistenti.
Cosa cambia per le aziende private
Con la nuova legge, non c’è più un limite massimo per i risarcimenti riconosciuti ai lavoratori in caso di utilizzo scorretto dei contratti a termine.
Ecco i principali aggiornamenti:
- risarcimenti più alti: il giudice può decidere un’indennità superiore al tetto delle 12 mensilità previsto dal Jobs Act, se ritiene che il lavoratore abbia subito un danno maggiore;
- trasformazione del contratto: in caso di abuso, il lavoratore può ottenere l’assunzione a tempo indeterminato e un risarcimento adeguato;
- questa misura risponde a una procedura d’infrazione avviata da Bruxelles, che ha ritenuto incompatibile con le norme UE il limite imposto ai risarcimenti.
Le novità per il settore pubblico
Anche il pubblico impiego è interessato dalla stretta:
- in caso di abuso nella successione di contratti a termine, l’indennità è ora compresa tra 4 e 24 mensilità, rapportata alla durata complessiva del rapporto e al numero dei contratti stipulati;
- rimane la possibilità, per il lavoratore, di dimostrare un danno maggiore per ottenere un risarcimento più elevato.
Obiettivo: garantire equità e trasparenza
Le nuove regole puntano a eliminare le distorsioni nel mercato del lavoro, responsabilizzando le aziende e rafforzando i diritti dei lavoratori.”