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Tempi di guida e riposo ed infrazioni. Le richieste di modifica da parte di Confartigianato Trasporti

09/10/2015

Ancora una volta gli autotrasportatori italiani sono i primi a pagare le conseguenze di una normativa sui tempi di guida e di riposo troppo stringente. Ma Confartigianato Trasporti non intende restare a guardare e per questo ha messo a punto alcune proposte normative.

“La nostra associazione – dichiara il Presidente Amedeo Genedani si sta  battendo affinché alcune norme cambino, in quanto troppo penalizzanti per le aziende del nostro comparto”.

Il primo intervento proposto da Confartigianato Trasporti mira alla “revisione” della nota orientativa n.1 della Commissione Europea (“Deroga in casi eccezionali ai periodi di riposo minimi e ai tempi massimi di guida allo scopo di raggiungere un punto di sosta appropriato”) che fornisce l’interpretazione dell’articolo 12 del Regolamento CE 561/2006. La proposta confederale chiede l’introduzione di una “tolleranza” (di almeno 45 minuti), nel caso i conducenti debbano raggiungere un punto di sosta appropriato, ossia la sede dell’impresa, o uno scalo ferroviario o un porto etc. È assurdo che un autista debba dormire sul proprio veicolo anche se si trova a pochi chilometri dalla sua destinazione finale.

Sempre in tema di tempi di guida e di riposo, Confartigianato Trasporti ha formalmente richiesto al Ministero dei Trasporti l’applicazione delle deroghe previste dall’articolo 13 del Regolamento (CE) 561/2006. A differenza della Germania, che ha dato corso a tutte le 17 deroghe previste dall’Unione Europea per le più disparate tipologie di trasporti,  da quelli effettuati su piccole isole al di sotto dei 2.300 chilometri quadrati, come ad esempio l’Isola d’Elba, ai trasporti di valori o di animali vivi nel raggio di 100 chilometri, l’Italia ne ha attuate solo 5, meno di un terzo del totale.

Quasi tutti i Paesi europei  hanno fatto meglio del nostro Paese tranne Finlandia e Grecia, evidentemente non interessati alla partita (non ne hanno applicata neppure una), e Malta che ne ha applicata una, quella per le piccole isole, che risolve però tutti i problemi in materia trasformandola di fatto in un Paese cronotachigrafo ‘free’.

Questo divario con gli altri Paesi comporta che le nostre aziende siano penalizzate oltremisura rispetto a quelle estere che godono di oggettivi vantaggi. Oltre all’applicazione di tutte le deroghe già previste, Confartigianato ne ha sollecitata una ad hoc a favore delle imprese che operano nei settori produttivi  (legno, ceramiche, siderurgico etc.) che, secondo la Confederazione, dovrebbero essere esentate dall’uso del cronotachigrafo in caso di percorrenze brevi entro i 100 km giornalieri.

Infine l’Associazione presenterà – dichiara Genedani – anche una proposta, nell’ambito della riforma del Codice della strada, al fine di modificare il comma 14 dell’articolo 174 del CDS sulla responsabilità dell’impresa per le infrazioni dei propri conducenti“.

Appare paradossale che per un’infrazione “lieve”, come ad esempio il mancato rispetto di un periodo di guida di un minuto, all’impresa venga comminata una sanzione pecuniaria di 327 euro; riteniamo invece che le imprese virtuose, ossia quelle che formano i propri conducenti in modo periodico e serio, non debbano essere penalizzate in questa fattispecie e che debba essere previsto un metro di giudizio che tenga conto dell’operato dell’azienda.

Queste sono alcune delle proposte che la Confartigianato Trasporti sta avanzando alle Istituzioni per la tutela degli autotrasportatori, poiché se da un lato è corretto che le imprese di autotrasporto debbano dimostrare la propria regolarità attraverso lo strumento del portale dell’Albo, è altrettanto vero che non possano essere sanzionate in modo sproporzionato per infrazioni “minime”, oppure per situazioni dettate dalla necessità come raggiungere un punto di sosta senza compromettere la sicurezza delle merci e naturalmente anche della collettività e dell’ambiente.

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