La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rilanciato l’Iperammortamento, uno strumento fiscale pensato per accompagnare le imprese italiane nel percorso di ammodernamento tecnologico ed energetico. In un momento in cui la competitività passa sempre più dalla capacità di innovare i processi produttivi e di ridurre la dipendenza da fonti energetiche tradizionali, la misura punta a rendere più sostenibile, dal punto di vista fiscale, l’acquisto di macchinari, impianti e soluzioni digitali di ultima generazione. Per le micro, piccole e medie imprese del territorio, spesso alle prese con investimenti onerosi e tempi di ammortamento lunghi, si tratta di un’opportunità concreta per accelerare la transizione senza gravare eccessivamente sulla liquidità aziendale.
Come funziona
L’agevolazione consente alle imprese di attribuire, ai soli fini fiscali, un valore maggiorato ai beni strumentali nuovi acquistati, superiore al loro costo effettivo. In pratica, le quote di ammortamento (o i canoni di leasing) vengono calcolate su un importo più alto rispetto a quello realmente sostenuto, generando una riduzione del reddito imponibile e un conseguente risparmio ai fini IRPEF e IRES.
I vantaggi per le imprese
Oltre al beneficio fiscale diretto, la misura è pensata per sostenere un percorso più ampio di evoluzione aziendale, incentivando investimenti che permettono di:
- rafforzare produttività, sostenibilità e competitività nel tempo;
- rendere i processi produttivi più efficienti;
- migliorare la qualità di prodotti e servizi;
- ridurre i costi operativi e ottimizzare l’uso delle risorse;
- aumentare l’autonomia energetica;
- gestire in modo più prevedibile i costi energetici.
Chi può accedervi
Possono beneficiarne tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni o dal settore di attività, a condizione che siano in regola con le normative sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali ai lavoratori.
Investimenti ammessi
La misura sostiene due grandi categorie di investimento
Beni tecnologici e digitali: macchine e impianti produttivi avanzati, sistemi di automazione e controllo, software e piattaforme ammissibili, beni integrati e interconnessi al processo aziendale.
Beni per l’autoproduzione di energia: impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (anche a distanza), compresi i sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta. Per gli impianti fotovoltaici, che devono essere rigorosamente prodotti nell’Unione Europea, sono agevolabili solo i moduli con celle ad alta efficienza: almeno il 23,5% per i moduli tradizionali, oppure almeno il 24% per i moduli con celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio tandem.
Le percentuali di maggiorazione
La maggiorazione riconosciuta varia in base allo scaglione di investimento:
- +180% sulla quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, per un totale deducibile del 280% (100% + 180%);
- +100% sulla quota eccedente 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, per un totale deducibile del 200%;
- +50% sulla quota eccedente 10 milioni e fino a 20 milioni di euro, per un totale deducibile del 150%.
Per le operazioni in leasing, la maggiorazione si calcola sul costo sostenuto dal locatore per l’acquisto del bene.
Le fasi della procedura
L’accesso all’agevolazione si articola in tre passaggi
- Prenotazione: comunicazione preventiva con i dati dell’impresa, la tipologia di investimento, l’importo previsto e il calcolo della maggiorazione richiesta;
- Conferma: da inviare entro 60 giorni dalla risposta positiva del GSE, con il versamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione;
- Completamento: invio della rendicontazione finale, corredata da perizia tecnica o dichiarazione sostitutiva e certificazione contabile.
Tempistiche
Gli investimenti agevolabili sono quelli effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2027, con possibilità di estensione fino al 30 settembre 2028 a condizione che, entro il 31 dicembre 2027, l’ordine risulti accettato dal venditore e sia stato versato un acconto di almeno il 20% del costo del bene.
Per informazioni e supporto nella predisposizione della pratica, le imprese associate possono rivolgersi agli uffici di Confartigianato Chieti.
Per maggiori informazioni scarica la scheda QUI.