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Assegno unico 2023 senza rinnovo domanda: pronte le regole INPS

09/01/2023

Rinnovo automatico dell’Assegno unico per le famiglie che lo stanno già ricevendo ed anche per chi ne farà per la prima volta richiesta entro febbraio 2023, mentre dal 1° marzo i nuovi beneficiari (senza assegno perché non ne hanno mai fatto richiesta oppure perché hanno ottenuto un rigetto), dovranno presentare domanda: sono le nuove istruzioni INPS sul rinnovo del beneficio, a conferma delle anticipazioni dei mesi scorsi. Nell’ottica della semplificazione, in pratica, si evita la necessità di ripresentare domanda a coloro che stanno già ricevendo l’Assegno unico per i figli a carico. A meno che non siano intervenute variazioni che richiedono invece un’integrazione tempestiva della domanda, per consentire all’INPS di adeguare la prestazione.
Domanda e rinnovo Assegno unico.

L’Assegno unico, lo ricordiamo, spetta per ogni figlio fino a 18 anni e in alcuni casi anche per i figli fra i 18 e i 21 anni. Nel 2022 l’importo cambia in base al reddito, da un massimo di 175 euro al mese (con ISEE fino a 15mila euro) ad un minimo di 50 euro (ISEE sopra i 40mila euro). Ci sono poi maggiorazioni specifiche per famiglie numerose, figli con disabilità ed altri casi particolari. L’INPS semplifica nel seguente modo le procedure di domanda o rinnovo 2023:

  • le famiglie che hanno presentato validamente domanda di assegno unico dal primo gennaio 2022 al 28 febbraio 2023 non devo presentare una nuova domanda e continueranno automaticamente a percepire il trattamento anche da marzo 2023 in poi;
  • le famiglie che non hanno mai presentato domanda di assegno unico fino al 28 febbraio 2023 devono presentare domanda con le regole attualmente previste (se lo fanno entro giugno maturano anche gli arretrati retroattivi da marzo, se lo fanno da luglio ricevono solo l’assegno dal mese successivo senza arretrati).
  • le famiglie a cui l’INPS ha respinto o non accettato la domanda presentata entro il 28 febbraio 2023 (domanda non accolta o non più attiva) devono ripresentare la domanda;
  • le famiglie che risultano beneficiari attivi al 28 febbraio ma per i quali cambiano condizioni e requisiti (ad esempio: nascita di figli, variazione/inserimento della condizione di disabilità, separazione, nuovo IBAN, maggiore età dei figli) devono integrare tempestivamente la domanda già trasmessa.

Invio delle istanze.

Le domande possono essere inviate tramite le consuete modalità: portale web dell’Istituto, previo accreditamento con SPID, CIE, CNS; tramite il nostro Patronato INAPA oppure App mobile INPS. In base alle tempistiche di invio cambiano sia le regole del rinnovo automatico, come visto sopra, sia quelle relative al diritto agli arretrati.

Importi Assegno unico 2023.

Per mantenere la stessa quantificazione dell’Assegno unico 2022 c’è l’obbligo di presentare la nuova DSU 2023, ossia di rinnovare l’ISEE, in assenza del quale l’importo della prestazione sarà ridotto al minimo di legge a partire da marzo 2023. Chi ha diritto a nuove maggiorazioni, dovrà integrare la domanda già trasmessa come sopra indicato. Chi nel 2022 prendeva il minimo perché non aveva presentato l’ISEE, se ritiene di avere diritto a nuove maggiorazioni legate al requisito ISEE deve quindi sia presentare la DSU, sia integrare la precedente domanda. Diversamente, continuerà a percepire il minimo di legge e non dovrà comunque presentare nuova domanda.

Le novità in Manovra.

Un’ultima precisazione: le regole e le tempistiche sopra esposte per la domanda e il rinnovo per l’Assegno unico valgono a prescindere dall’aumento di alcuni importi previsto dalla Legge di Bilancio. In pratica, l’INPS applicherà gli aumenti eventualmente spettanti in maniera automatica in base alle condizioni del beneficiario della prestazione, i cui dati saranno disponibili nella DSU 2023, senza quindi bisogno di ulteriori adempimenti da parte degli aventi diritto.

 

Per informazioni: Patronato INAPA Confartigianato Imprese Chieti-L’Aquila – tel. 0871/330270 mail:patronatoinapa@confartigianato.ch.it.

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